

Moderati
per il Piemonte
preferenze:questione
democratica
I
consiglieri del Gruppo Moderati per il Piemonte hanno recentemente
sottoscritto con piena convinzione il documento di raccolta firme per
reintrodurre il voto di preferenza nella legge elettorale per la
Camera dei Deputati.
Riteniamo
che l’argomento in questione, non si riduca ad una semplice disputa
di ordine tecnico giuridico, ma rappresenti uno snodo centrale nel
rapporto tra cittadini e istituzioni.
Con
l’attuale legge elettorale voluta dal centro destra, che non
comprende il voto di preferenza, gli elettori non possono più
scegliere i rappresentanti da eleggere, ma solo ratificare a scatola
chiusa le scelte effettuate dall’alto, in questo modo non solo
viene spezzato il legame esistente tra il territorio e l’eletto, ma
si instaura soprattutto un rapporto fideistico tra gli eletti e i
referenti politici che li hanno nominati con la consapevolezza che
ogni disobbedienza significherebbe l’esclusione da futuri ruoli di
rappresentanza.
I
Moderati per il Piemonte, nati come movimento tra le cui fila sono
numerosi e sempre di più gli amministratori locali, ritengono invece
fondamentale l’indissolubile rapporto fiduciario che lega i
cittadini, unici interlocutori a cui rispondere, ai propri
rappresentanti,
un
criterio sulle cui basi peraltro poggiano i fondamenti della
Costituzione stessa, e che non possono venir meno quando si passa
dall’elezione degli organismi locali, ai rappresentanti del
Parlamento nazionale o europeo.
La
reintroduzione del voto di preferenza nelle prossime tornate
elettorali non garantirà più ai Partiti il diritto di scrivere
liste elettorali “blindate”, ridarà ai cittadini il loro
diritto/dovere di scegliere i candidati che li rappresenteranno.
Crediamo
che seguendo questa direzione sarà possibile un riequilibrio dei
rapporti fra politica e cittadino che favorirà una crescita del
senso civico nella nostra società, attraverso percorsi reali di
partecipazione e di controllo, in funzione di una maggiore
trasparenza dell’azione politica.
L’impegno
e l’onestà nostra e di quei colleghi, che sfidando le rispettive
segreterie hanno sottoscritto a titolo personale la raccolta firme,
non possono da soli garantire la reintroduzione delle preferenze,
questione per noi essenziale alla sopravvivenza della democrazia
stessa, e proprio per questo ci batteremo in ogni sede per
l’approvazione della nostra proposta, essendo consapevoli che
altrimenti lo scenario futuro sarà la definitiva affermazione del
partito-azienda, come concretizzazione di un preciso disegno,
realizzabile solo con il definitivo allontanamento dei cittadini dal
controllo della politica.