
COMUNICATO STAMPA
Il risultato delle elezioni sarde non lascia spazio ad interpretazioni: il Pd fa i conti con il suo tracollo e Veltroni ne ha tratto le conseguenze. Le ragioni del tracollo del Pd in Sardegna vengono da lontano .
Vengono dall’abbandono ( nemmeno tanto “progressivo” ) delle radici di provenienza che hanno dato vita alla fallimentare formazione guidata ( finora ) da Veltroni ed ora passata di mano a Franceschini.
Pensare di tenere assieme la storie e i vissuti del socialismo democratico e del cristianesimo progressista senza mantenere lo sguardo fisso sui problemi delle persone, pensare di superare la serie di sconfitte e di erosioni elettorali ricorrendo alle abiure del passato e al confezionamento di partiti sempre “nuovi” e immancabilmente poveri di idee, per giunta confuse, si è rivelata una gigantesca e drammatica fuga dalla realtà.
A furia di scappare, il PD e Veltroni hanno imboccato un vicolo cieco: tutte le magagne sono esplose e il leader ha gettato la spugna, nell’impossibilità financo di mettere assieme i cocci.
II problema della crisi del PD investe in pieno il terreno etico-politico. Il caso Englaro, da questo punto di vista, è esemplare. Dinanzi all’attacco senza precedenti al Capo dello Stato, dopo una sentenza della +ùCassazione in merito ad una vicenda drammatica e privatissima, il Pd ha dapprima difeso i valori di laicità per poi annunciare “libertà di voto” sul decreto-legge del governo nel pieno rispetto di una malintesa idea di pluralismo.
Non si vedono sia nel centro-sinistra sia a sinistra leader e tanto meno un pensiero forte capaci di coniugare l’idea di un modello sociale e politico per il progetto del nuovo millennio e di cercare le giuste alleanze.
Il punto cruciale è ripartire dai contenuti, da un progetto forte in grado di rappresentare i bisogni. Milioni di cittadini che hanno bisogni insoddisfatti dalla politica e che si rifugiano nell'astensionismo : nel NON VOTO . Eppure questi ultimi, da un lato non ne possono più di un ceto politico che pensa più a se stesso , di liti intestine ai partiti e di chiacchiere al vento, dall’altro pretendono che una classe politica rinnovata si riveli più forte non solo di chi spaccia egoismi e paura sociale, ma anche di chi vorrebbe far pagare la crisi ai soliti ceti deboli ed ai lavoratori.
Alla convention democratica del PD – dopo la decisione di saltare le primarie - in attesa del Congresso a ottobre - per eleggere il segretario c’era meno del 40% degli aventi diritto.
Franceschini ha ottenuto 1.047 voti; il suo unico sfidante, Arturo Parisi, ne ha conquistati invece solo 92.
I votanti sono stati complessivamente 1.258, meno della metà rispetto al numero di delegati che era atteso nei padiglioni della nuova Fiera di Roma per la convention democratica.
Anch’essa è sembrata una mossa disperata che non scioglie i veri nodi : Franceschini svolge un ruolo temporaneo, da reggente, e si rifugia subito dietro il vecchio ritornello dell’antiberlusconismo. Occorre invece rimarcare le differenze con il centrodestra sul piano dei contenuti programmatici.
Come MODERATI e Riformisti per il Piemonte mettiamo al centro della nostra pratica politica la difesa coerente dei diritti sociali e civili, riconoscendo un primato alla lotta contro precarietà, disoccupazione, carovita e crisi generale dei “valori”, rappresenti la strada giusta.
Una forza capace di dare risposte alle preoccupazioni ed ai bisogni ( lavoro , casa , salute ) che assillano la povera gente, di offrire una sponda a chi esige di difendere il lavoro, la dignità, i diritti. Non c'è soltanto la necessità di sostenere chi lotta per non perdere il posto in fabbrica, in ufficio, al call center o in aeroporto.
Pensiamo anche al “lavoro da fare”: dal basso, con serietà, con moralità, con grande rispetto per le sofferenze e le delusioni dell’elettorato di centro sinistra, anche in provincia di Novara
Come MODERATI e Riformisti per il Piemonte ci proviamo , ce la stiamo mettendo tutta e sollecitiamo le forze politiche provinciali a esprimersi sui contenuti e sulle alleanze
Claudio Ardizio - consigliere provinciale di Novara - capogruppo "Moderati per il Piemonte Riformisti"
