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Moderati per il Piemonte - l'impegno con le Persone
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Graziella Valloggia
l'impegno con le persone
 
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Sottopassi, cosa succede davvero?
vedi link collegato
PRESTO LA POLIZIA
REGIONALE
Lo chiederanno
i MODERATI piemontesi con una proposta di legge
TORINO 17.07.08 - L'incontro
pubblico sul tema della sicurezza, tenutosi ieri nella Sala Vignone
di Palazzo Lascaris, si concretizzerà con una proposta di legge per
il coordinamento delle polizie municipali piemontesi e l'istituzione
del corpo di polizia regionale. “Sono
800 i comuni in Piemonte senza personale, impossibilitati a garantire
anche i più basilari servizi di vigilanza - ha spiegato Giacomo Bucciero, riprendendo l'intervento
di Giuliano Manolino capogruppo dei Moderati in Consiglio Regionale
- per
questo i Moderati, richiamandosi alle competenze proprie delle regioni
sancite dalla costituzione, sperano che il Piemonte si faccia promotore
di un progetto pilota, che partendo dal coordinamento di tutte le polizie
municipali giunga a creare un proprio corpo di polizia che supporti
i piccoli comuni, nei servizi più importanti o quando è necessario
un impegno che difficilmente i sindaci riescono oggi a gestire”. Nel vuoto dibattito scaturito intorno alla
sicurezza dei cittadini, il movimento dei Moderati piemontesi
vuole cercare di dare risposte concrete a chi ogni giorno si misura
con la difficoltà ed i problemi dei propri cittadini.
“I Moderati in Piemonte contano oramai oltre 140 amministratori iscritti - prosegue Giacomo Bucciero segretario provinciale
dei Moderati per Novara e VCO -
per questo vanta una sensibilità particolare ed una buona capacità
di percezione dei reali problemi che arrivano dal territorio, problemi
quelli legati ai servizi di vigilanza, che trovano ampio riscontro anche
in provincia di Novara e nel Vco, per questo stiamo pensando di organizzare
un convegno per il prossimo autunno, invitando gli amministratori locali
e tutti gli attori che intervengono sul governo del territorio, per
avere un quadro meglio definito della situazione nelle nostre provincie”. All'incontro, dal titolo “Obiettivo sicurezza
nelle città e sul territorio” organizzato dai gruppi consiliari regionali
di Italia dei Valori e Moderati, è intervenuta anche la presidente
della regione Mercedes Bresso, che prima di rispondere alle domande
venute dal folto pubblico presente in sala, ha ribadito l''importanza
di adottare strategie di intervento complessive, richiamandosi alla
recente legge sulla sicurezza licenziata dal parlamentino regionale.
STATISTA O SEPARATISTA: GIORDANO COSA VUOLE FARE DA GRANDE? “Teorizzare la secessione utilizzando forme non violente, fa parte della dialettica democratica. Quando chi rinnega l'unità d'Italia però, lo fa con la fascia tricolore al collo, nega il suo ruolo, ciò che rappresenta e dunque persino se stesso”.Le esternazioni di Massimo Giordano pro-secessione, non hanno lasciato indifferente Graziella Valloggia, anche perché il dibattito ha avuto importanti riflessi regionali, con la presidente Bresso che minaccia di tagliare i fondi destinati ai festeggiamenti per l'unità d'Italia, previsti a Novara per il 2011.“Vincere le elezioni e raggiungere soglie di consenso vicine al 20%, non danno diritto alla Lega di rappresentare il pensiero “unico” del nord - dice Valloggia - è oggettivo che la maggioranza dei novaresi è assolutamente contraria ad ogni divisione, per tanto non merita di essere punita per le uscite sconsiderate di un solo cittadino”. Il numeroso drappello di leghisti presenti nel nuovo governo, dovrebbe rappresentare la definitiva metamorfosi della Lega, passata in questi anni, da movimento d'opinione e di protesta a forza di governo. “I ministri della Lega, giurando fedeltà alla Repubblica ed alla Costituzione, hanno preso un impegno solenne davanti a tutti gli italiani, in piena autonomia e consapevolezza - dice Valloggia - e tutti gli italiani guardano a loro, come a difensori di un patrimonio di valori irrinunciabile. Chi rinnega quei valori, si sottrae all'impegno assunto, o addirittura lavora contro di essi - prosegue la vice presidente di Sinistra per l'Unione - ha il dovere di dimettersi istantaneamente, innanzitutto per rispettare il proprio pensiero ed il legittimo desiderio di autonomia, altrimenti ci troveremmo difronte ad una vera e propria truffa perpetrata ai danni del popolo italiano”. Sui finanziamenti ottenuti e previsti per la nostra provincia, non ci devono dunque essere dubbi di sorta. “Il Broletto è un patrimonio della città e la sua ristrutturazione deve sfuggire ad ogni polemica politica - conclude Graziella Valloggia - auspicando che ai novaresi non venga tolto il diritto di festeggiare l'Unità d'Italia, solo perché dopo 150 anni di cristallina storia risorgimentale e partigiana, si ritrovano traditi da una rappresentanza opportunista ”.
Graziella ValloggiaConsigliere Regionale
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SOTTOPASSI, COSA SUCCEDE PER DAVVERO?
TORINO – Il potenziamento della linea ferroviaria Novara-Domodossola e le inevitabili ripercussioni sui principali centri urbani attraversati, ed in molti casi addirittura divisi a metà dall’asse ferroviario, sono note ai più da tempo.
Tra affermazioni e contro dichiarazioni, articoli e smentite però, non è affatto chiaro quali siano in realtà le intenzioni di RFI e quali i documenti effettivamente sottoscritti dalle amministrazioni, per mitigare il più possibile i disagi dei cittadini. Della questione se ne occupata Graziella Valloggia, con una interrogazione ad hoc indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale, per quel che concerne i sottopassi ferroviari insistenti sul territorio borgomanerese.
“I comuni di Cressa, Fontaneto, Borgomanero e Gozzano sono già oggi fortemente penalizzati dagli attraversamenti ferroviari - spiega Valloggia - quando il traffico merci arriverà al suo picco massimo (150 convogli giornalieri), il borgomanerese rischia la paralisi”. Per questo, la battagliera consigliera di Santa Cristina, intende vederci chiaro prima che sia troppo tardi. “A giudicare dalle indiscrezioni stampa - conclude Graziella Valloggia - l’eliminazione dei sottopassi a Borgomanero, oltre ad incidere scarsamente sul problema generale, lascerebbe inalterate le problematiche nella zona meridionale, di perse già isolata e letteralmente stralciata dai principali collegamenti viari verso il centro città”.
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ansa: la proposta di legge mense biologiche |
mercoledì 07 marzo 2007 |
Trasmettiamo la notizia Ansa relativa alla nuova proposta di legge sulle mense biologiche presentata martedì 6 marzo alla stampa dal Gruppo Sinistra per l'Unione presso il Consiglio regionale.


(ANSA) - TORINO, 6 MAR - Stanziare quattro milioni di euro in tre anni per finanziare l'inserimento di cibo biologico di produzione locale in tutte le mense del Piemonte: lo propone una legge che sarà presentata in consiglio regionale dal gruppo Sinistra per l'Unione, già sottoscritta da una ventina di consiglieri di entrambi gli schieramenti. La proposta, che ha per primi firmatari Mariano Turigliatto e Graziella Valloggia, prevede di partire dal 40% di biologico per arrivare al 90% nel 2009.
Il cambiamento di regime alimentare dovrebbe interessare circa 250 mila allievi delle scuole elementari, 40 mila ospiti delle case di riposo, e quasi 20 mila pazienti ricoverati negli ospedali del Piemonte. Verrebbe così estesa un'esperienza pilota avviata da Turigliatto nella metà degli anni '90 quando era sindaco di Grugliasco (e da allora portata avanti ininterrottamente con successo). In Piemonte, una delle poche regioni italiane attive nel settore, esistono attualmente 38 esempi di mense biologiche. Ma ci sono regioni come l'Emilia Romagna dove le refezioni bio arrivano a 127. Davanti al Piemonte ci sono anche la Lombardia con 111 mense, la Toscana con 80, il Veneto con 72, e il Friuli Venezia Giulia con 68. "Poichè siamo ciò che mangiamo - spiega Turigliatto - la nostra legge potrebbe contribuire a rendere migliori le nuove generazioni. E' risaputo che l'obesità di cui soffrono il 30% dei bambini piemontesi, le patologie cardiache, e le deformazioni dell'apparato scheletrico sono causate da regimi alimentari sempre meno sani. Questa legge - sottolinea - si prefigge proprio l'obiettivo di incentivare pratiche alimentari più sane, ottenendo nel contempo i risultati di sostenere la produzione agricola locale e ridurre i costi legati ai trasporti. Ma c'è di più: cibo che non deve essere trasferito da località lontane può essere più fresco e meno trattato, quindi più salutare".
La legge, sull'esempio di Grugliasco dove le famiglie sono state coinvolte e sensibilizzate, stanzia anche 500 mila euro per finanziare progetti di educazione alimentare rivolti a insegnanti, genitori e allievi. E' previsto inoltre di sostenere l'eventuale acquisto di attrezzature per adeguare le cucine delle mense ai nuovi compiti. A Grugliasco, riferisce Turigliatto, le cose sono andate così bene che il Comune ha creato una società, Bioristoro, che oltre a rifornire le mense locali ha cominciato a vendere i propri pasti biologici anche a terzi, alcune mense di Torino incluse. Fra le adesioni alla legge, figurano quelle dei consiglieri Travaglini dei Ds, Lepri e Cattaneo della Margherita, Chieppa del Pdci, Ricca dello Sdi, Buquicchio dell'Idv, Spinosa dei Verdi, Cotto di Forza Italia. (ANSA).
scarica il disegno di legge regionale: |

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